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deviantART

 
:iconelikrotupos:

~elikrotupos

Fuoco cammina davanti a me
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Tempo

Sat Jun 13, 2009, 2:14 AM
E' arrivato pure giugno. Dall'ultima volta che ho messo piede qui c'è stato un terremoto di mezzo. E' passato pure quello. E' tornato il caldo. Il tempo continua a macinare terreno inesorabilmente. A nulla vale appassionarsi a Lost e al sogno di poter viaggiare nel tempo, cambiare le cose, decidere il destino. Sta addirittura cominciando sul serio lo switch-off italiano verso la tv digitale terrestre. E' uscito il decimo film della Pixar. Si è davvero imposto il cinema 3-D. Quest'anno vado alla Mostra di Venezia. L'anno prossimo ci sarà l'ultima stagione di Lost. Sta finalmente per uscire Avatar, il nuovo film di James Cameron. La gente naviga su internet da fuori casa. Si suona l'ocarina con l'iPhone. Un proiettore HD costa meno del TV LCD che ho comprato tre anni fa. Mio padre ha finalmente costruito un secondo piano sulla sua casa.
Questa è roba che ti fa sentire veramente nel futuro.

E io? Io sono ancora fermo a cinque anni fa. Quello che non avevo cinque anni fa e che pronosticavo di avere oggi, ancora non ce l'ho. E quello che avevo cinque anni fa, sto lì lì per perderlo.
Sto per diventare uno di quelli che odiano il progresso...

  • Mood: Horror
  • Listening to: Michael Giacchino
  • Reading: Isaac Asimov
  • Watching: Clint Eastwood
  • Playing: Ocarina
  • Eating: Kinder Pinguì
  • Drinking: ACQUACQUACQUACQUACQUA

2009

Fri Jan 2, 2009, 2:47 AM
9?! Mon dieu...

deviantArt si merita i miei auguri di buon anno, poiché quest'anno mi ha fatto un gradito regalo: ha fatto scoprire un mio racconto ([link]) a un tizio che ha intenzione di farne un cortometraggio e mi ha pure coinvolto nel progetto e lo ringrazio.

Ma mica sono tutte rose e fiori, tsk... questo sarà un anno tragico, per me. Non parte bene e non continuerà di certo meglio. Ma alla fine chissenefrega. Piano piano sto imparando l'arte del fregarsene di Tutto e di Tutti (ma proprio Tutti) e andare per la propria strada. Non nascondo un piacevole sollievo, ma sento di stare andando contro la mia natura, e ovviamente la cosa mi provoca dolore, anche fisico. Passerà...
Come ha detto il nostro Presidente della Repubblica, non è pessimismo ma realismo, cioè non c'è motivo di abbattersi ma questo non significa chiudere gli occhi e far finta che i problemi non ci siano. I problemi ci sono, e io pure. Ho la ferma intenzione di procurare un sacco di problemi ai problemi, vedrete...

Chiedo scusa a tutti gli amici di deviantArt che non mi hanno più sentito (~hybri5 e i ~poeti-estinti soprattutto), ma sono passato in modalità read-only: guardo e passo, non lascio commenti (anche perché spesso sarebbero simili).

Ormai bazzico altri social network (blog, Anobii, Last.fm, I Heart Movies, ecc...), poiché sono in depressione creativa e vedere l'effervescenza che c'è in deviantArt contribuisce a deprimermi, quindi meglio tenermene alla larga. Ma ogni tanto vengo a dare un'occhiata, ché deviantArt è davvero qualcosa di eccezionale nel panorama dei social network, uno dei pochi che sia davvero interessante e utile (e soprattutto graficamente decente... anzi, proprio bello), e nato quando la mania del Web 2.0 ancora non c'era.

Ok, il mio appuntamento semestrale col journal di deviantArt termina qui. Ci rivediamo a giugno :)

  • Mood: Shame
  • Listening to: niente (o_O)
  • Reading: Kim
  • Watching: Lost
  • Eating: Torrone
  • Drinking: ACQUACQUACQUACQUACQUA

Chi si rivede...

Wed Jun 18, 2008, 2:09 AM
Erano cinque mesi buoni che non scrivevo qualcosa sul journal, dato che mi sono trasferito su un blog a parte [link] .

Però ~Xalira mi ha coinvolto volente o nolente in una pseudocatena di Sant'Antonio. Come funziona questa? E' molto semplice. Se avrete l'ardire di commentare questo post e essere fra i primi dieci a farlo, io avrò l'arduo compito di scegliere due fra i vostri capolavori devianti e pubblicarli qui in calce. Poi a vostra volta dovrete ripetere questo giuoco nel vostro journal.

Oh, io ci ho pure trovato una nuova cosa da favvare, fra le scelte di Xalira, questa qui di =morpheu5 [link]

:iconlbreda: ~LBreda
[link] Mecha landscape +FAV!
[link] Eagle

:icondream-x: ~dream-x
[link] :_avatar_:
[link] dreamin' the x - 2.0

:iconmanfroze: ~manfroze
[link] Lite Box, first 3D draft
[link] Cat.

  • Mood: Optimism
  • Listening to: Van Morrison
  • Reading: John Carter di Marte
  • Watching: INTO THE WILD!
  • Playing: corde vocali
  • Eating: gelati di sottomarca
  • Drinking: ACQUACQUACQUACQUACQUA

E infine venne (ancora) il blog

Sat Jan 12, 2008, 3:37 PM
  • Mood: Daily Needs
  • Reading: Racconti...
[link]

Il violino di Billy. Questo oggetto totemico che da anni mi tiro dietro è il nome ideale per un blog. Perché limitarlo quindi soltanto a una chat poco frequentata e senza identità? E allora ci riproviamo, con l'ennesimo blog, il quale, se funziona, significa l'addio ai journal di deviantArt :)

sperando che non significhi l'addio a deviantArt o_O vista la carenza di nuove devianze...

[link]
[link]
[link]

E con questo triplice spam vi invito a visitarlo... non che ci sia molto ora... ma comunque tenetelo presente...

Concéntràti

Fri Jan 4, 2008, 7:59 AM
  • Mood: Lazy
  • Reading: Racconti...
Sono stato sconvolto dalla forza di un racconto. Tanto che in cima alla mia TO-READ list sono balzate, senza rispettare la fila, ben quattro raccolte di racconti.
Il primo a travolgermi è stato La grammatica di Dio di Stefano Benni. Era una strenna natalizia, per cui l'ho comprato e letto, in barba alla lista delle priorità. La forza concentrata in ogni singolo racconto mi ha sconvolto, come dicevo prima, al che mi sono ricordato che nei tempi passati avevo iniziato a leggere (e non terminato) altre tre raccolte di racconti, e complice l'atmosfera rilassata e natalizia ho deciso che mi sarei dedicato a essi.
Il successivo libro, che ho ripreso in mano dopo molti mesi, è La voce del fuoco di Alan Moore. E' una raccolta di racconti, sì, ma molto particolare. Volendo è un unico romanzo diviso in tanti capitoli, ognuno dei quali ambientato in un epoca diversa ma nello stesso luogo, un villaggio dell'Inghilterra. Per leggere questi racconti bisogna essere tutt'altro che rilassati, bensì concentrati. La prosa è magnifica, nel senso comune ma anche etimologico di questo aggettivo, ovvero una prosa che "rende grande" le storie trattate, le quali sono storie di ordinaria barbarie nel corso dei secoli. Leggo questo libro molto lentamente, per assaporare l'abbondanza di dettagli che Alan Moore non riesce a trattenere, per toccare i tessuti logori e i sentieri polverosi, e odorare le tane luride e i corpi bisunti dei protagonisti, e sentire i loro latrati infernali mentre muoiono uccisi o copulano. Fa schifo, ma non si può evitare di percepirlo al massimo, sarebbe come un fumetto senza immagini, e Alan Moore fa questo: un fumetto dove al posto delle immagini c'è un tripudio di dettagli (anche più di quanti potrebbe metterne in un racconto disegnato). E' faticoso, ecco perchè tempo fa lo abbandonai, ma adesso l'ho quasi finito.
Il prossimo libro sarà altrettanto (e spero anche di piu';) esotico, ma è uscito dalla penna di un autore molto meno recente, Rudyard Kipling: La città della tremenda notte. Lo comprai mesi fa per il fascino intrinseco delle edizioni Adelphi innanzitutto, per la bella riproduzione di un'illustrazione d'epoca, che occupa tutta la copertina, e poi per la trama fiabesca che ricordava quasi Le mille e una notte. Ne lessi subito il capitolo introduttivo, che mi pare sia una cornice ai racconti seguenti, e ne rimasi incantato per la descrizione della "città della tremenda notte", ovvero del silenzio irreale e dell'aria infuocata di un villaggio indiano, e il muezzin che dal campanile urla nella notte "Allah o Akbar!" a confortare la sua gente insonne per il caldo. Poi non lo lessi più perché stavo leggendo altro, o forse perché volevo riservarmene la lettura in un momento più tranquillo e godermelo al meglio.
Infine Dave Eggers. La fame che abbiamo. Lessi un paio di brevi racconti quando sono stato in Ungheria, nei momenti di pausa dalle estenuanti escursioni. Non me li ricordo bene, ma ricordo che erano nel consueto stile ironico e commovente del Dave Eggers dei romanzi L'opera struggente di un formidabile genio e Conoscerete la nostra velocità, quindi so che non mi deluderanno.

Il romanzo si faccia da parte, allora! Io li snobbavo i racconti, tsk! Mai mi sarei aspettato di trovare tutta la soddisfazione di una storia complessa e lunga nelle poche pagine di un racconto, nei pochi gesti di un solo avvenimento, di un solo atto narrativo, e senza nemmeno l'amaro in bocca alla fine. Persino i racconti di due pagine (o anche una!) di Benni non finiscono troppo presto: ti saziano.

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