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L'ombino Natale by ~elikrotupos:iconelikrotupos:



Ma dico io. L'ho detto e lo ripeto. L'ho detto e lo ripeto. L'ho detto e basta ripeterlo, mi sono stufato. Il mio compito è quello di smontare qui e là le parti di questo e quello e rimontarle in un modo o nell'altro, ma preferisco starmene qui a poltrire sulla poltrona come un poltrone col mio dizionario fra le mani sudaticce a cercare disperatamente la voce "poltroniere", quando sento dietro di me una voce: Poltroniere. Scatto in lunghezza fino a ritrovarmi sul lampadario, appeso alla finestra, in ricordo dei bei tempi andati e mai più tornati, avessero mai scritto una cartolina, quegli ingrati, bei tempi ingrati. Oltre l'orizzonte uno spettacolo di macerie andava arrabattandosi contro mille e più venti di libeccio, e osservandoli mi accorsi senza possibilità d'ingannarmi che mille e più venti fa 1020, al ché mi dissi che era ora di essere al di sopra delle cose, ma non le solite cose, le cose al di sopra di me.
Gettai il dizionario davanti a me con tale forza e tale tristezza che finì nella dimensione Gaccapù, dove non potei più recuperarlo e tuttora me ne dolgo. Infatti non c'è verso di entrare nella dimensione Gaccapù se non quello di essere gettati con tale forza e tale tristezza, destino che non mi era riservato, come scoprii mesi dopo all'ingresso del Ristorante "L'Ostico Astice" (il cui nome precedente era "L'Ostico Elastico o L'Astico Elostico, che dir si voglia") sentendomi dire che nessun tavolo mi era stato riservato. E invece fu proprio allora che mi lanciai nella Senna con tale forza e tale tristezza che annegai.
Quando rinvenni il mio corpo era dislocato qui e là, smontato in un modo o nell'altro da un mio collega che era solito smontare le parti di questo e quello, nel qual caso quello ero io. Era il mio vecchio compagno d'asilo, John Locke de la Mancha, un'immigrato clandestino salvatosi da una sciagura nel Mare di Como mangiando per tre mesi solo sale, talmente tanto sale che il mare volse in lago, e tutti conosciamo come andò a finire: un giorno cadde un ramo nel Lago di Como, verso mezzogiorno, e scatenò le furie ininterrotte del commissario europeo Mario Monti. Una triste storia. Ma forte. Infatti è una storia che finì nella dimensione Gaccapù, e tutti i bambini della dimensione Gaccapù se la raccontano a Vicenza, quando gli ciulano la fidanzatina.
Non ebbi tempo di ricompormi, ergo presi un braccio sottobraccio e una testa sottolaltrobraccio accorgendomi solo 62km dopo che non era la mia testa, e 150m dopo che non era mio neanche il braccio, al che mi sovvenne il dubbio che forse non ero proprio io. Ero in realtà ancora al laboratorio di fagioli dolci della premiata ditta "Fà gioli e non solo", col mio collega che mi metteva le mani dappertutto. Uscii con decine di mani dappertutto, un mostro informe che cercava disperatamente un uscita nel primo tombino disponibile, quando senza accorgermene caddi in un tombino, un tombino senza fine, un tombin. Avrei preferito fosse senza inizio, un ombino. Ma non sapevo cosa fosse un ombino, allora. L'ho imparato solo molto dopo, quando fui circondato da temibili ombini ambulanti che non li raccomando nemmeno al mio peggior nemico, quel barbiere che per radermi mi ha tranciato via la mascella con la scusa che il suo gatto la desiderava tanto per Natale. Quando me lo disse rimasi a bocca aperta. Per sempre. Quando scoprii che Natale era l'amante del gatto, e che era guardacaso proprio un ombino, allora non mi trattenni più e me la feci addosso. Per fortuna avevo lasciato il pene nel labordatorio della "Fà gioli e non solo", così era il mio collega a sbrigarsela con la mia pipì, ahah mi viene da ridere ancora adesso a ripensarci... e mi scordo sempre che dopo quell'incontro con gli ombini me la faccio addosso ogni volta che rido, ma stavolta il pene ce l'ho al suo posto, il che è un guaio.
L'ombino Natale è il più terribile degli ombini. Ha quel che di diabolico nel ghigno che fa col pollice e l'ombelico, che stordisce il più Prode dei Prodi, e io all'epoca se non proprio il più Prode ero comunque abbastanza Prode, infatti alle elezioni non me la sentii di votare Berlusconi, come fece l'altra metà della popolazione decretando così la definitiva supremazia della Nostra Nazione sul mondo. Noi in Francia siamo molto contenti di come andarono quelle elezioni. All'ombino Natale invece non andò proprio giù. Dovette chiamar l'assistenza per far andar giù l'ascensor, ma quando l'assistenza arrivò, gli rise infaccia, burlandosi del suo ghigno fra il pelo destro e la spalla, dicendogli che se voleva scendere non avrebbe dovuto prendere l'ascensore, bensì il discensore! Fu palese l'ignoranza del Nostro tanto da farlo rimpicciolire fino a farlo diventare una blatta blu degna nemmeno di togliermi le lische dai denti, cosa che comunque fa tutti i venerdì quando devo uscire con la mia donna, e mi costa meno di una badante. Sia la blatta (blu) che la mia donna (blu). Amavo la mia donna, finché non scopersi che aveva un torbido passato fatto di orge di gruppo con quasi 100 persone contemporaneamente, al ché le dissi "Puffetta non fai per me" e le diedi uno schiaffo che ancora se lo ricorda. Anzi, Puffo Brontolone le chiede spesso di raccontarglielo, dice che lo eccita. Ma io questo l'ho saputo dopo, quando mi scrisse una cartolina. Mi scrisse "una cartolina", in fronte, quando ci siamo lasciati e le ho chiesto se mi scrivesse "una cartolina", e lei l'ha fatto.
E ora sono solo, con le mie decine di mani dappertutto, e sono felice.
©2008-2009 ~elikrotupos
:iconelikrotupos:

Author's Comments

Per compensare la futura assenza di Zaëbre, ecco un raccontino nonsense scritto contemporaneamente a ~manfroze il quale non mi risulta abbia pubblicato i suoi raccontini scritti contemporaneamente al mio... guarda che puoi pubblicarli su deviant, anche se sono destinati all'EVENTUALE Libro2 :P

Comments


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:iconmanfroze:
È vero. Forse ne creerò.

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manfroze [blog]
:iconlbreda:
O______o

...

rotfl.

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Lorenzo Breda

"If at first, the idea is not absurd, then there is no hope for it" (Albert Einstein)

:tux: Switch to Gnu/Linux!
:iconmorpheu5:
C'è un articolo indeterminativo femminile singolare seguito da un sostantivo femminile singolare senza apostrofo in mezzo.

Solo che non riesco a trovarlo di nuovo.

--
Morpheu5 ÐesigN :: s/war/peace/g
:iconelikrotupos:
l'ho trovato io, ma non lo correggerò... ti lascio tempo per trovarlo :P

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"...ma semplicemente metterti a suonare la trombetta e picchiare sul tuo tamburino di plastica..."

Elikrotupos, la scimmietta situazionista!
[Elikrotupos.com]
:iconmorpheu5:
Maledetto :P Mi costringi a deviare dalla mia via (che sarebbe cercarmi una tesi qua nelle terre iberiche)...

--
Morpheu5 ÐesigN :: s/war/peace/g

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July 25, 2008
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